Copenaghen, l’autoproclamata (a ragione) capitale europea delle bici

Per la Copenhagenize Design Company la capitale danese è la migliore città europea per spostarsi in bici. Il 40% degli abitanti preferisce le due ruote

Quando, nell’ottobre del 2011, la premier danese Helle Thorning-Schimdt si mise in testa a un plotone di una ventina di ministri e li guidò fino al castello di Amalienborg dove avrebbero giurato davanti alla regina Margrete, noi italiani rimanemmo un po’ stupiti per quel gesto che sembrava così anticonformista.

Helle Thorning-Schimdt durante una passeggiata in bici

Helle Thorning-Schimdt durante una passeggiata in bici

Abituati ai politici in auto blu per le strade di Roma, la scelta di Helle la rossa e dei membri di suo governo ci sembrò poco convenzionale. Niente di più sbagliato, perché Copenaghen è una città a misura di bici dove il 40% di chi si sposta ogni giorno usa la bicicletta.

Gli abitanti di Copenaghen possono sfruttare i 290 km di piste ciclabili, utilizzare il bike sharing che in città conta più di cento stazioni e parcheggiare in moltissimi spazi riservati solo alle due ruote. Per questo i danesi hanno proclamato Copenaghen capitale europea della bici davanti alle città olandesi di Amsterdam e Utrecht.

Salvo Cagnazzo su turismo.it ci spiega pregi e difetti della capitale danese

Perché andarci

Interessanti i musei e gallerie d’arte, splendidi i giardini di Tivoli e tantissimi i contrasti, architettonici e culturali. Ma sono tre le cose da non perdere: il Palazzo Reale di Amalienborg è la residenza invernale della regina ed è anche la sede del famoso balcone; la statua della Sirenetta di Copenaghen, uno dei monumenti più famosi al mondo; la Torre Circolare di Copenaghen, o Round Tower, il più antico osservatorio funzionante in Europa.

Perché non andarci

Il problema principale della città danese è il clima: i mesi da ottobre a marzo portano venti gelidi, pioggia, neve e cielo coperto, con punte minime a gennaio e febbraio sono i più freddi dell’anno, con temperature sotto lo zero. Durante questi mesi, inoltre, c’è pochissima luce solare: soltanto 4-5 ore al giorno.

E l’Italia?

In questa speciale classifica l’Italia non compare.  Vista la scarsa attenzione alle piste ciclabili e alla mobilità sostenibile non dobbiamo stupirci come non dovevamo stupirci quando Helle Thorning-Schimdt e i suoi ministri andarono a giurare in bicicletta.

 

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