La nuova vita di Mattia Pozzo, l'ex pro si da alla Mtb e fa il rappresentante

La nuova vita di Mattia Pozzo, l’ex pro si dà alla Mtb e fa il rappresentante

Due vittorie tra i pro, tre squadre cambiate e ora la nuova avventura. Mattia Pozzo pronto all’esordio in mountain bike

Decisamente un atleta esplosivo. Sotto ogni punto di vista: sul piano atletico ma anche a livello caratteriale. E questo fa bene, per un ex ciclista professionista su strada, che sarà impegnato nel 2016, nella sua prima avventura nel mondo della mountain bike.

Lui è Mattia Pozzo, professionista su strada dal 2013 (ha gareggiato con Vini Fantini, Neri Sottoli e Nippo), che tra qualche settimana vedremo impegnato nel mondo della mountain bike.
Una storia anche bella da raccontare considerato che Mattia prosegue, in qualche modo, quello che è stato il cammino della mamma.

«Sulla mountain bike sono nato come atleta, mia madre Cinzia Scardellato è stata campionessa italiana FCI Elite proprio in Mtb a metà degli anni ’90, lei e mio padre mi hanno trasmesso la passione per questo sport» dice Pozzo.

Mattia Pozzo si presenta e ci racconta il suo passato da stradista: «Ho vinto due volte nei pro: due tappe al Tour de Kumano dove ho vinto anche la maglia a punti: ci tengo a rimarcare le belle prove fornite al Tour du Limousin e alla 3 Giorni de La Panne con un secondo posto nella classifica Gpm . Poi maglia bianca al giro di Turchia, la maglia Gpm al giro del Lusemburgo ed al Tour of Japan».
Nato a Biella il 26 gennaio del 1989, residente a Occhieppo Superiore (Bi), dal primo gennaio 2016 di professione fa l’agente di commercio. Mattia inizia presto a fare sport: «Sono nato sportivamente nello sci da discesa, nella mtb ma nelle categorie giovanissime, ho fatto solo un anno quando avevo 7 anni circa (correndo per Benato) ed ho vinto tutte le prove del Gran Prix della VDA conquistando anche il titolo finale. Ho iniziato a nuotare a 8 anni, ero velocista (50-100 metri le mie distanze) a stile libero e farfalla, ho vinto diversi titoli regionali e a 13 anni ero tra i primi tre d’ Italia. Ho iniziato a correre su strada a 13 anni».

Poi il passaggio nei dilettanti dove vince per quattro anni consecutivi (2008/2011) la maglia speciale punti “Sprint Cash” al Giro Ciclistico Internazionale della Valle D’Aosta, detenendo il record di maglie vinte in successione nella corsa valdostana. Sono dodici, in tutto, le vittorie tra i dilettanti.

Cosa ti ha insegnato questa esperienza nella massima espressione ciclistica su strada?

«Mi ha insegnato a gestire al meglio il mio fisico, al professionismo ci si arriva con una profonda conoscenza delle sensazioni durante lo sforzo fisico, durante il recupero e a gestire le emozioni, cosa fondamentale, ma soprattutto a rispettare l’ avversario ed apprezzare le vittorie altrui».

Il 2016 è l’ anno della Mtb. Come nasce il connubio con Rdr?

«Nel 2014 ho provato una bici RDR grazie a Marco Liporace, mi sono subito innamorato del prodotto tanto che ne ho acquistata una per me. Ho avuto modo di conoscere i produttori e che mi hanno parecchio notato. Ho sempre avuto il pallino della MTB e mi dicevo sempre: chissà se correrò in mountain? I tempi si sono abbreviati parecchio ed eccomi qui, grazie a Rdr Italia Factory Team ovviamente».

Le prime impressioni che hai avuto guidando il rampichino?

«Il divertimento è una cosa importantissima, inoltre sono contento perché ogni volta che esco la tecnica migliora parecchio».

Cosa ti preoccupa maggiormente intraprendendo questa nuova avventura?

«Nulla, è la mia prima vera esperienza quindi non ho timori, per me fare fatica diventa quasi un piacere e la guida del mezzo significa divertimento: quindi ho armi buone dalla mia parte».

Cosa ti aspetti da questa nuova avventura?

«Di togliermi qualche soddisfazione in qualche Marathon: avrò molto da lavorare e nei Cross Country potrei fare un po’ di fatica. C’è curiosità ma anche tanta voglia di imparare e crescere».

Sei stato nominato il capitano della squadra. Solo carinerie?
«Non penso che sia per gesto carino che si riceve la nomina, credo più che altro che dalla mia parte gioca sicuramente l’età e l’ esperienza che ho accumulato».

Come stai vivendo questi primi giorni con il gruppo Rdr?

«Un bel gruppo: sono veramente contento di poter correre con un mio carissimo amico, Marco Liporace, posso dire che è lui che mi ha fatto innamorare perdutamente della Mtb, ovviamente avevo già un debole dentro di me per questa specialità. In più si è aggiunto al Team anche Alessandro Ferrarotti, ex stradista di Biella come me, caro amico. Sarà una bellissima esperienza per tutti».

Obiettivi?

«Dire di dare il massimo è banale perché è una prerogativa di ogni persona di carattere sportivo: la mia promessa è di vincere, come si promette ogni atleta».

Una promessa che vuoi fare alla società e gli sponsor?

«Spero di regalargli qualche soddisfazione già quest’anno: abbiamo un progetto a lungo termine ma vorrei fare qualcosa di buono sin da subito».

Rdr Factory Team sarà supportato da Sportful e Karpos per l’abbigliamento tecnico, da Vittoria per scarpe e caschi, da Alero per la componentistica e da Rdr Italia per i telai in carbonio, ovviamente prodotti a mano in Italia.

 

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