Roma in bici? «Un videogame che potrebbe finire male». Intervista a Bellino di #Salvaiciclisti Roma

Roma in bici? «Un videogame che potrebbe finire male». Intervista a Bellino di #Salvaiciclisti Roma

Va avanti la campagna di #Salvaiciclisti per la realizzazione di un parcheggio bici alla stazione Termini di Roma. Con Paolo Bellino, portavoce romano dell’associazione, abbiamo parlato dei problemi quotidiani che incontra chi si muove in bici nella Capitale

Paolo Bellino è il portavoce di #Salvaiciclisti Roma, dal 2002 si sposta in bicicletta e non solo in città, nel 2014 ha fatto il giro del mondo su due ruote. È tra i principali animatori del movimento fixed e costruisce le sue bici da solo.

Come definirebbe la vita di un ciclista urbano a Roma?

«Come un videogame che potrebbe finire male».

Come #Salvaiciclisti vi opponete alla realizzazione di un parcheggio auto a Termini, perché?

«Solo immaginare un parcheggio auto sopra alla stazione centrale della capitale d’Italia è una follia, serve solo a far guadagnare chi lo realizzerà. Le stesse Ferrovie dello Stato, in un comunicato, con orgoglio, dicono che è il primo esempio in Europa. È ovvio che è il primo esempio, tutte le capitali europee stanno cacciando le auto dai centri storici, noi invece le attiriamo con una struttura sulla stazione Termini che è un’opera d’arte. È sbalorditivo quanto riusciamo a farci del male come società».

Come sta andando la vostra campagna per far realizzare un parcheggio bici?

«La campagna sta andando bene, la petizione su change.org ha superato le duemila firme e per oggi abbiamo organizzato un tweetstorm con due hashtag: #usalabici e #noalporcheggio. L’obiettivo è quello di sostenere la mobilità dolce. Personalmente, nel 2014, ho fatto il giro del mondo in bicicletta e tutti paesi europei che ho visitato, dall’Austria all’Estonia passando per Slovacchia e Polonia, sono dei paradisi per i ciclisti. A Bratislava, Varsavia, Cracovia hanno espulso le auto dai centri storici. Noi siamo rimasti attaccati, abbarbicati, a un’idea di mobilità che è quella degli anni sessanta».

Paolo Bellino, portavoce di #Salvaiciclisti Roma, durante un'assemblea

Paolo Bellino, portavoce di #Salvaiciclisti Roma, durante un’assemblea

Parliamo di infrastrutture. A Roma l’ex sindaco Marino ha lanciato il progetto del Grande raccordo anulare delle biciclette. Idea prima accantonata dall’ex assessore Stefano Esposito e poi ripresa dal governo Renzi. Verrà mai realizzato?

«Sarebbe imperdonabile farlo rimanere sulla carta perché in gran parte è già realizzato. Il Grab deriva da una mappatura dei percorsi ciclabili fatta da Marco Pierfranceschi, Grande sentiero anulare, poi ripreso da realtà come Velolove, Touring Club e Legambiente per renderlo effettivamente fruibile con pochissimi interventi. Si tratta di mettere in sicurezza i pochi tratti mancanti. Il Grab è un anello, da questo anello potrebbero partire le connessioni con le altre strade per una effettiva rete di vie percorribili in bici».

Note dolenti, le piste ciclabili.

«Prima di tutto mi piace sottolineare che nessuno vieta ai ciclisti di utilizzare le strade tradizionali, noi cittadini-ciclisti paghiamo le tasse come i cittadini-automobilisti e abbiamo lo stesso diritto di chi si muove in auto. C’è una frase che mi piace molto: “Quando hai un auto non è che possiedi anche la strada, possiedi l’auto!”. Il problema vero non sono le piste ciclabili ma le strade, perché andrebbe messa in sicurezza ogni strada della Capitale. A Roma e in Italia dobbiamo confrontarci con l’estrema aggressività dell’automobilista medio, aggressività che sta crescendo. C’è una conferma dolorosissima e mi riferisco all’investimento volontario di due ciclisti in Puglia, investimento che ha portato alla morte di uno di loro».

Non deve essere facile pedale sulle strade della Capitale. Buche e voragini, il guano delle scorse settimane e scarsa pulizia delle strade, i sono pericoli sempre in agguato. Quanto è difficile girare in bici?

«Quando ti sposti in bici vai a una velocità di 15, 20 chilometri orari per cui si ha tutto il tempo di schivare le voragini. Certo le strade non sono perfette, sono massacrate dall’estrema densità del traffico pesante. È chiaro che nessun governo metterà mai freni e paletti al sistema automotive che è, per volume di denaro, il primo contribuente italiano. Questa gallina dalle uova d’oro per lo stato crea però una serie di problemi sanitari, a parte le polveri sottili, non dobbiamo infatti tralasciare l’elevato numero di incidenti».

A proposito di incidenti, le strade, in termini di pulizia e sicurezza, ne risentono?

«Soprattutto sulle consolari, è li che ci sono i principali problemi. Spesso troviamo pezzi d’auto che non vengono rimossi e che creano problemi a chi si muove in bici».

Tra qualche mese a Roma si voterà, cosa chiederete ai candidati sindaco?

«Dopo un’assemblea, noi di #Salvaiciclisti abbiamo deciso di non appoggiare nessuno ma abbiamo costruito una piattaforma di idee che vogliamo consegnare a tutti coloro che si candidano al Campidoglio».

Quali sono i punti di questa piattaforma?

«Primo punto dimezzare le automobili in città, secondo punto aumentare le zone pedonali all’interno delle Mura Aureliane, terzo punto corsie ciclabili ovunque».

 

Per saperne di più:

www.salvaiciclisti.it

www.movimentofisso.it

www.rotafixa.it

 

 

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Francesco Latini

Giornalista professionista da oltre un decennio. Per dirla con le parole di Guccini appassionato di "politica, ciclismo, storie vere". Direttore responsabile di veloMAG.it


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