Roma in bici, quanti pericoli in agguato

Roma in bici, quanti pericoli in agguato

La dura vita del ciclista urbano tra automobilisti aggressivi, voragini e chiazze d’olio

Abbiamo deciso di mettere in copertina l’intervista a Paolo Bellino di #Salvaiciclisti Roma, perché crediamo che rappresenti al meglio lo spirito di questo giornale. veloMAG.it nasce per raccontare il mondo della bicicletta nella sua interezza, dalle gare più prestigiose al tema, sempre più dibattuto, della mobilità sostenibile ed ecologica.

Paolo Bellino ci racconta di come #Salvaiciclisti Roma si sta battendo per fermare la realizzazione di un parcheggio auto alla stazione Termini e di quanto sia più importante costruire uno spazio per posteggiare le biciclette, del progetto del Grande raccordo anulare delle bici e dei problemi quotidiani che incontrano i ciclisti urbani nei loro spostamenti.

L’intervista tratteggia una Roma ostile, poco adatta a chi sceglie di spostarsi con una bicicletta. Bellino ci racconta del difficile rapporto difficile con molti automobilisti, sempre più aggressivi nei confronti dei ciclisti che utilizzano le strade tradizionali.

Il nodo infrastrutture

Il Grande raccordo anulare delle bici verrà realizzato? Il governo lo ha inserito nella Legge di stabilità anche se l’ex assessore alla mobilità del Campidoglio Stefano Esposito lo aveva bocciato. Questo è certamente un segnale positivo ma, nel frattempo, i ciclisti urbani sono costretti a muoversi su piste ciclabili spesso fatiscenti o lungo le strade utilizzate da auto e mezzi pesanti. Buche, detriti, resti di incidenti stradali rappresentano un pericolo sempre in agguato per chi viaggia sulle due ruote.
La realizzazione del Grab non risolverà il problema della sicurezza, stiamo infatti parlando di un anello che, come ci spiega Bellino, si connetterà alla rete viaria tradizionale. Ecco dunque che il tema della manutenzione e della pulizia delle strade, insieme a comportamenti più civili, resta di primaria importanza. Pensiamo al guano che aveva letteralmente inondato il Lungotevere di Roma nelle scorse settimane, per molti è stato difficile non perdere l’equilibrio camminando, figuriamoci in bicicletta.

Gli effetti degli incidenti

Negli ultimi anni a Roma si sono verificati tra i 15 e i 20 mila sinistri ogni 365 giorni, oltre 200 i ciclisti coinvolti ogni anno. Numeri impressionanti che però non dicono tutto. Pensiamo agli effetti di tutto ciò, pensiamo ai pezzi di automobili che rimangono sulle banchine o ai liquidi sversati e non rimossi. Pensiamo ai problemi creati dai mezzi Atac più vecchi, alle perdite di olio che rendono scivoloso e insidioso il manto stradale e si trasformano in vere trappole per i ciclisti.
Ecco perché, oltre al Grab e alle piste ciclabili, per incentivare la mobilità ecologica è imprescindibile la manutenzione e la pulizia (ordinaria e straordinaria) delle strade di Roma.

 

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Francesco Latini

Giornalista professionista da oltre un decennio. Per dirla con le parole di Guccini appassionato di "politica, ciclismo, storie vere". Direttore responsabile di veloMAG.it


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