Il responsabile romano Enti locali di Fratelli d'Italia Federico Rocca

Roma in bici, Rocca (Fdi): «Buche e chiazze d’olio, che pericoli per i ciclisti»

Il responsabile romano Enti locali di Fratelli d’Italia Federico Rocca: «Per incentivare le persone a spostarsi a Roma in bici dobbiamo sistemare strade e ciclabili, serve un serio Piano della mobilità»

Rocca le associazioni definiscono Roma “un videogame che potrebbe finire male per i ciclisti”. Parole dure che tratteggiano i disagi quotidiani di chi si muove in bici.

«La situazione della mobilità su due ruote è assolutamente pericolosa, quanto denunciato dalle associazioni è totalmente vero».

Le associazioni sono favorevoli al potenziamento delle ciclabili ma dicono anche che c’è bisogno di maggiore sicurezza su strada. Oggi, per il ciclista che si muove a Roma, il pericolo è sempre in agguato: buche, pezzi di auto, chiazze d’olio, lo stesso guano che ha invaso alcuni quartieri di Roma. Di chi è la responsabilità di tutto ciò?

«La responsabilità, sicuramente, è dell’amministrazione comunale ovviamente nei vari aspetti e nei vari ambiti in base alle competenze. È chiaro che la pulizia delle strade dal guano compete all’Ama, stesso discorso quando c’è un incidente o c’è una perdita di olio. Di buche di dovrebbero invece occupare il Dipartimento lavori pubblici e, per la viabilità locale, gli uffici tecnici dei municipi. È ovvio che il ciclista, su strada, è un soggetto debole ma questi sono disagi che vivono tutti dagli automobilisti, ai pedoni, perché questo è lo stato in cui versa la quasi totalità delle strade di Roma. Anche l’Atac lamenta che lo stato di manutenzione delle strade causa dei danneggiamenti ai mezzi».

Cosa dovrebbe fare l’amministrazione comunale?

«Tutte le amministrazioni e non solo quella comunale dovrebbero dare vita a un piano che sviluppi la ciclabilità in tutta Roma altrimenti rimarranno i disagi che vediamo quotidianamente perché, al di là delle piste ciclabili che versano in condizioni indecenti e indecorose, le strade cittadine sono pericolose per le auto e le moto, figuriamoci per le bici».

In questi anni tanti annunci, l’ultimo quello relativo al Grab. Il Grande raccordo anulare per le bici è stato lanciato da Ignazio Marino, poi bocciato dall’ex assessore alla Mobilità Stefano Esposito e infine ripreso dal governo Renzi. Progetti che però sono sempre rimasti sulla carta.

«È vero gli interventi sono pochi anche se un grande intervento di programmazione che analizzava la situazione venne approvato nel 2012 quando il sindaco era Alemanno. Si chiamava “Piano quadro della mobilità ciclabile” e metteva sul piatto una serie di interventi a breve, medio e lungo termine. Quando si è insediata la giunta Marino è stato però cancellato eppure era un piano che prevedeva la riqualificazione delle piste esistenti, il raggiungimento della quota 1200 chilometri di piste ciclabili, la dotazione di mezzi pubblici per il trasporto delle bici, la realizzazione di colonnine per la ricarica delle biciclette elettriche con un investimento, nel corso degli anni di 40 milioni di euro. Si trattava di un investimento sostenibile anche grazie all’utilizzo dei fondi ministeriali e europei. A mio avviso era un buon piano tanto che anche i consiglieri del centrosinistra lo votarono, poi si sono dimenticati di segnalare il Piano a Marino e ai suoi assessori».

Quali sono gli interventi necessari per potenziare la mobilità sostenibile e ecologica?

«Dobbiamo dare la possibilità alle persone di prendere la bicicletta o il mezzo pubblico ma per fare questo dobbiamo metterle in condizione di accorciare i tempi degli spostamenti e di migliorarne la qualità. Se non riusciamo a fare tutto questo le auto non rimarranno mai a casa».

 

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Francesco Latini

Giornalista professionista da oltre un decennio. Per dirla con le parole di Guccini appassionato di "politica, ciclismo, storie vere". Direttore responsabile di veloMAG.it


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